Villa Benzi Smania

Via Barbariga, 29 - San Pietro di Stra (VE)

Villa Benzi Smania, in località Fiessetto di Stra, è documentata a partire dal secondo decennio del Seicento insieme a numerosi campi appartenenti alla famiglia. L’elegante architettura del corpo padronale, anche se rimaneggiata nel corso del tempo, mantiene l’originale finestra serliana al centro della facciata.
Gli interni conservano degli interessanti affreschi di Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto (1698 –1767), pittore milanese così soprannominato per la sua predilezione figurativa per i “pitochi” (i contadini) e per le immagini bucoliche. Il Ceruti soggiornò e lavorò a Padova e a Venezia tra 1720 e 1740. A Villa Benzi egli ha raffigurato un seminatore di zizzania, un amministratore infedele, le parabole del tesoro e del fico sterile. Con le sue figure possenti in primo piano e gli ameni paesaggi sullo sfondo, questi affreschi rispondono, così come si usava nel Seicento, sia alla volontà di celebrare il lavoro rurale, sia all’esigenza devozionale dei commmittenti.
Curioso ricordare che tali affreschi erano stati strappati prima dell’acquisto degli Smania e conservati da un affreschista-antiquario. I nuovi proprietari dovettero riacquistarli per vederli nella loro postazione originaria, per altro risparmiandoli così da un espatrio in America.
Tra le sue varie vicissitudini, ricordiamo che la Villa fu trasformata dalla Contessa Lazzara in un canile con più di 400 cani dagli anni ’40 agli anni ’60 del secolo scorso, sin tanto che nel 1966 Ernesto Smania non l’acquistò e restaurò riportandola all'antico splendore.

IL PARCO E LA GHIACCIAIA
Sono almeno due le meraviglie del parco della villa: un roseto storico con più di 200 piante e la ghiacciaia. Come diverse altre ghiacciaie della zona, quella della Villa Benzi è costruita al di sotto di una fresca collina artificiale con lo scopo di conservarvi i cibi. Tuttavia questa ghiacciaia dal punto di vista costruttivo è unica ed originale nel suo genere: si tratta di un cono inserito nel terreno e sormontato da una cupola. Si può ipotizzare che il progetto della ghiacciaia sia di mano di Giuseppe Jappelli, celeberrimo architetto che ha progettato il riordino del meraviglioso giardino dell’adiacente villa Pisani detta "La Barbariga", un tempo proprietà della stessa contessa Lazzara. Nella giassera si può oggi ammirare una collezione di vetri, porcellane e terrecotte.

Giorni e orari di apertura

La Villa è visitabile solo su prenotazione a causa di alcuni lavori di manutenzione in svolgimento.

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